La giustizia sul caso di Brindisi

Non voglio un colpevole, voglio il colpevole”. Dicono tutto quello che c’è da dire le parole pronunciate ieri dal padre di Melissa Bassi, la ragazza morta dopo lo scoppio di una bomba davanti alla sua scuola Morvillo Falcone di Brindisi in un sabato mattina di maggio. L’arresto del colpevole non riporterà Melissa alla sua famiglia (“eravamo in tre e ora saremo comunque in due”), non farà guarire la madre, appena uscita dall’ospedale dove era ricoverata dal giorno in cui ha perso la sua bambina, non cancellerà lo choc dalla testa dei feriti.
20 AGO 20
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Non voglio un colpevole, voglio il colpevole”. Dicono tutto quello che c’è da dire le parole pronunciate ieri dal padre di Melissa Bassi, la ragazza morta dopo lo scoppio di una bomba davanti alla sua scuola Morvillo Falcone di Brindisi in un sabato mattina di maggio. L’arresto del colpevole non riporterà Melissa alla sua famiglia (“eravamo in tre e ora saremo comunque in due”), non farà guarire la madre, appena uscita dall’ospedale dove era ricoverata dal giorno in cui ha perso la sua bambina, non cancellerà lo choc dalla testa dei feriti. Il colpevole in carcere metterà però un punto alla brutta storia in cui ha perso la vita una ragazza di sedici anni. Giovanni Vantaggiato, sessantottenne di Copertino (Lecce), venditore di carburante agricolo, potrebbe essere il criminale che si cercava, anche se non sono chiare le motivazioni del gesto e se abbia avuto dei complici.
Gli inquirenti hanno lavorato bene, nonostante ci sia stato il tempo per evocare la strategia della tensione, per parlare di attentato mafioso, di responsabilità della Sacra corona unita, persino il tempo di far rischiare il linciaggio – mediatico e fisico – a un innocente. Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, prefetto e commissario straordinario prima di salire al Viminale, aveva subito raffreddato gli animi famelici dei colpevolisti e dei retroscenisti: “La tipologia di attentato non è tipico di stragi di mafia”, aveva detto, “è un fatto anomalo”. Ci aveva preso. A capo di uno dei ministeri più importanti c’è una donna che non parla a caso, ha la calma di un importante esponente delle istituzioni, il senso di responsabilità di un vero uomo di stato.